1 Marzo 2022

Ho sempre fatto arte in varie forme. Il filone illustrativo è nato durante la pandemia di Covid-19 nel 2020. I personaggi che realizzo hanno sempre gli occhi chiusi. Stanno riposando, quasi in meditazione.

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BAO: Qual è la tua arte? Che vuole comunicare e trasmettere?

Caterina: Mi occupo di illustrazioni. Cerco di realizzare delle immagini intime, un momento di riflessione, uno stop dal mondo che corre veloce, per questo i miei personaggi vengono sempre rappresentati ad occhi chiusi. Stanno riposando, quasi come in meditazione.

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BAO: Com’è nata, raccontaci episodi che riguardando il passato legati alla tua passione e alla tua arte.

Caterina: Ho sempre fatto arte in varie forme fin dal Liceo: non solo con il disegno ma anche attraverso la scrittura, poi ai tempi dell’Università è arrivata anche la fotografia. Per lavoro oggi mi occupo di social media e adv, ma nello specifico questo filone illustrativo è nato durante la pandemia di Covid-19 nel 2020. Avevo molto tempo libero e tante cose da dire, fotograficamente con le limitazioni imposte dal lockdown si poteva fare poco. Così ho cominciato a disegnare. Inizialmente era un’arte più pop e ispirata all’attualità – ma sempre ad occhi chiusi – poi con il tempo si evoluta, ho perfezionato le linee, ho studiato un mio stile. Personale. Minimal. Con colori ben definiti. Ho cominciato con schizzi veloci dal mio smartphone, nati così per occupare il tempo, poi ho acquistato un tablet e ho cominciato a lavorarci più seriamente. Ho realizzato illustrazioni per l’esplosione di Beirut, gli incendi in California, la crisi Israelo-Palestinese e quella in Afghanistan, alla fine ho abbandonato questo filone sociale-politico e ho incominciato a trattare esclusivamente sentimenti e stati d’animo. Per me oggi le illustrazioni rappresentano una vera e propria catarsi, cerco di mettere qui dentro tutto quello che spesso non diciamo a parole. Alcune sono più personali, altre più universali.

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BAO: Come nasce il tuo processo creativo, da cosa sei ispirato?

Caterina: Come dicevo, inizialmente mi ha ispirato molto l’attualità e tutti gli spiacevoli episodi che abbiamo vissuto a livello mondiale negli ultimi due anni. Poi mi sono spostata su di un lato più intimo e personale, ma con l’intento di creare messaggi universali. Le mie illustrazioni raccontano un po’ i sentimenti che viviamo tutti noi ma in modi diversi. Prendo essenzialmente ispirazioni da foto e immagini che mi capita di vedere in giro, ma anche da luoghi che visito, fotografo, dai colori del cielo, da un tramonto.

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BAO: Difficoltà che incontri oggi nel far conoscere la tua arte e di cosa avresti bisogno.

Caterina: Sicuramente la difficoltà maggiore è emergere. Il web ci ha dato la possibilità di mostrarci in modo open, arrivare da qui all’altra parte del mondo schiacciando un pulsante o utilizzando un #. Di fatto, peró, siamo talmente tanti che spesso neppure gli algoritmi più evoluti riescono ad unire la mia arte con chi potrebbe comprenderla e apprezzarla davvero. Insomma nella grande opportunità che ci ha dato il web percepisco anche una profonda dispersione. Questo credo sia il limite maggiore oggi.

BAO: Che rapporto pensi abbia l’autenticità nella creazione artistica? Come la vivi nel tuo processo creativo?

Caterina: Un tempo nell’arte cercavo di trattenermi. Faccio adv e so quello che piace alle persone, perciò spesso cercavo di accontentare i gusti e le tendenze del momento. Ma poi quell’arte finiva per non rappresentarmi del tutto. Ho gettato via tantissime opere nel corso del tempo. Fino a quando non mi sono chiusa letteralmente in una stanza, mi sono concentrata sulla mia opera e mi sono detta: che vuoi fare, quello che piace agli altri o quello che piace a te? Siamo spesso influenzati dalle tendenze, soprattutto per chi vive molto sui social – come me – ma riuscire a liberarsi dal rumore di fondo permette di esprimersi completamente ed esserne felici anche solo perché piace a te. Se poi arriva agli altri, bene. Ma se non arriva, va bene lo stesso!