25 Gennaio 2022

A volte succede di essere completamente persi in un altro universo. Grazie a questo distacco dalla realtà, attraverso le mie poesie mi sono ritrovata..

BAO: Qual è la tua arte? Che vuole comunicare e trasmettere?

Demetra: La mia arte è la scrittura, per me scrivere significa CURA.

Vorrei comunicare e trasmettere l’amore verso sé stessi. Cosa significa? L’ascolto, la comprensione, l’accettazione di ogni singola sensazione o emozione che ci contraddistingue come esseri umani; la paura, l’ansia, la gioia, la felicità, la speranza, il pianto, gli urli che non bastano mai, o la riservatezza, la timidezza, l’esasperazione, l’aggressività, l’essere estroversi, o introversi, ognuna di queste variabili fa parte di noi, come esseri umani, fa parte di me indubbiamente (alcune meno che altre). In ogni caso, scrivendo metto nero su bianco ognuna di queste emozioni e sensazioni e con la comprensione di me stessa, arrivo all’amore per me stessa, questo è l’obiettivo finale, l’incontro con tutte le parti di me. Questo vorrei comunicare e trasmettere; ognuno di noi può amarsi e ascoltarsi, può incontrarsi con se stesso, attraversando la perdizione, il buio, l’oscurità, e arrivando con la speranza, e magari anche con la poesia, alla luce.

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BAO: Com’è nata la tua passione?

Demetra: In particolare da 3 anni a questa parte mi sono avvicinata alla poesia, più che alla prosa, che comunque mi accompagna sempre, e alla quale sto lavorando con un romanzo. La poesia in questi 3 anni è stata parte integrante del mio cammino, e ho cominciato così a caso, perché non riuscivo più a capirmi attraverso la prosa. Una notte non prendendo sonno, ero lì che mi giravo nel letto, e ogni dieci minuti controllavo l’ora, come per scongiurare l’alba, ma sembrava non arrivare mai, e così ho preso il telefono, scorrendo pagine a caso, senza sapere realmente cosa stessi cercando. Apro note e comincio a buttare parole sullo schermo nero, non mi sono più fermata da lì, solo che quelle parole non avevano troppo senso, anzi erano criptiche, strane, apparentemente slegate l’una dall’altra. Non potevo capirmi se non così, tempo dopo ho capito questo.

Ho scritto così tante poesie, senza accorgermene, che mi sono svegliata la mattina dopo non ricordandomi nemmeno di averlo fatto, a volte succede di essere completamente persi in un altro universo, di non essere presenti nella realtà in cui ogni essere umano vive. Quando è successo a me ho cominciato a ritrovarmi, grazie anche alle mie poesie, grazie a quella notte di agonia e tormento.

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BAO: Come nasce il tuo processo creativo, da cosa sei ispirata?

Demetra: Quello che mi ispira in realtà sono le persone, i volti di passanti distratti, la mia famiglia, mia mamma, mia sorella, mio padre che non c’è più da anni, le persone che conosco da una vita, e quelle che conosco da pochi mesi, gli amici di sempre, e chi si aggrega all’ultimo per un aperitivo. Quando salgo in metro e incontro lo sguardo di una persona che non ho mai visto prima, e trovo quel bagliore, quel lampo, allora riesco a entrare dentro, a fare capolino tra le sue esperienze e le mie, lì nasce la poesia, e comincio a scrivere.

 

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BAO: Quali sono le difficoltà che incontri oggi nel far conoscere la tua arte e di cosa avresti bisogno?

Demetra: La prima difficoltà secondo me è che scrivo, e di questo nel mondo immediato e istantaneo in cui viviamo non importa a molti. In generale dell’arte non importa a molti, quindi figuriamoci della poesia, che è ancora peggio della scrittura tout court, o del romanzo, che comunque appassiona. Perciò avrei bisogno di ascolto, di immedesimazione da parte di chi legge ciò che scrivo, e di un grande pubblico, cosa che penso serva a tutte le persone che provano a fare arte, a diventare arte. Magari di un Ted Talk! O qualcosa di simile.

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BAO: Che rapporto pensi abbia l’autenticità nella creazione artistica? Come la vivi nel tuo processo creativo?

Demetra: Per quanto mi riguarda l’autenticità è la base fondamentale da cui parto, senza nemmeno pensarci. Sono sempre stata una bambina, e poi una ragazza “libro aperto”, ho sempre dato ampiamente spazio a tutte le mie sensazioni, sia belle che meno belle, e adesso da donna, mi rendo conto che, anche se a volte potevo essere meno aperta, questa mia attitudine all’autenticità e all’apertura fisica e mentale mi ha aiutata ad arrivare alla scrittura e alla poesia. Quindi direi che nel mio processo creativo è fondamentale essere me stessa, e non è sempre semplice, o leggero, in primis per me, perché più scrivo più mi scopro diversa, e a volte le sensazioni non sono positive, ma imparo proprio da me e cresco davvero.

 

“Le cicatrici nei fiordalisi”, di Demetra Valentini, è disponibile al seguente link

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