27 Maggio 2020

CHE COS’E’ L’ENNAGRAMMA?

Sono almeno due mesi che nomino l’Enneagramma in ogni articolo, sei curioso di sapere cos’è e perché mi appassiona tanto?

L’Enneagramma è una “mappa” per l’auto-comprensione e la trasformazione interiore che descrive nove tipi di personalità e i rapporti tra loro. Ogni personalità rappresenta la cristallizzazione delle nostre difese infantili: ognuno di noi ha avuto una “mancanza primaria” ed attorno ad essa si forma la nostra personalità. Il bambino crea dei comportamenti per far fronte a questa mancanza primaria, poi questi comportamenti tendono a fissarsi in un modo d’agire coerente e strutturato, ovvero basati sia su un substrato di pensieri che di valori.

Descrivendo i nove tipi diversi di personalità, ognuna con le sue caratteristiche mentali, emotive e di comportamento, l’Enneagramma rivela la nostra unicità, in quanto ognuno di noi, a prescindere dall’enneatipo in cui si riconosce si manifesta in modo personale, unico e irripetibile. La particolarità di questa mappa caratteriale sta nella sua dinamicità: le varie tipologie di personalità infatti non sono statiche. Secondo la mia esperienza ci va del tempo a comprenderne la dinamicità.

Ci va tempo innanzitutto a riconoscersi in un enneatipo. Ho sentito parlare dell’ Enneagramma verso il 2005, sempre da quel mio amico saggio di cui non faccio mai il nome per non che tutti e tutte andiate a disturbarlo! Ne sentivo parlare e mi affascinava tantissimo, fino a quando ho letto il primo libro L’Enneagramma di Helen Palmer, poi ho partecipato al SAT1 con Claudio Naranjo nel 2011. All’inizio ero molto impegnata a riconoscermi in un enneatipo, prima a livello cognitivo, poi attraverso il confronto con i gruppi di lavoro. Appena arrivata a Titignano, il bellissimo borgo in Umbria dove si svolge il percorso, mi avevano indirizzata al gruppo degli enneatipi DUE. Io parlo sempre volentieri, ho sempre qualcosa da dire: mi credete che nel gruppo dei DUE non riuscivo ad esprimermi? Lavoravamo su temi specifici, quel giorno sull’amore. Non capivo e non riuscivo a parlare! Chiaro, non era il mio gruppo! A pranzo si avvicina il tutor di un altro gruppo, mi sorride e dice: “oggi pomeriggio vieni con noi”. Da quel pomeriggio mi sono sentita a casa.

Ora, questo non significa che io possa solo parlare e confrontarmi con i SETTE, anzi, ma quella sensazione di capirsi in fretta, di non dover far fatica a spiegare all’altro cosa intendi dire, quella totale assenza di preoccupazione riguardo alla comprensione dell’altro non l’avevo mai sperimentata prima. Un confronto aperto sia sulle risorse che sui limiti, luce e buio. Per un paio di anni mi sono concentrata sull’aspetto nevrotico del mio carattere, arrivando ad accettarne i tratti, le sfumature e le parti meno piacevoli, quelle che cercavo di nascondere.

Ogni carattere viene descritto proprio a partire dai tratti nevrotici, e leggendone le descrizioni risulta immediato il fatto che non c’è uno migliore dell’altro: nove punti posizionati in modo equidistante su una circonferenza, ognuno contraddistinto da tanti difetti e da tanti pregi. Ennea è nove in greco, gramma è segno ed Enneagramma significa approssimativamente “diagramma del nove”.

Uno dei motivi che mi ha portato a scegliere il percorso triennale di formazione in Counseling Biogestaltico è stato proprio il trovare l’Enneagramma nel piano di studi. Ho poi approfondito la conoscenza della mappalo scorso anno, con un percorso di formazione tenuto da Alessandra Callegari, esperta ed appassionata di Enneagramma.

Veniamo ora alle sue origini.

L’Enneagramma è una mappa della natura umana: ha origini molto antiche e al tempo stesso è molto attuale, proprio perché la natura umana non è cambiata.

Le esatte origini dell’Enneagramma non si conoscono: nessuno sa con precisione da chi e dove è stato scoperto. Alcuni autori parlano di una possibile origine tra gli ordini Sufi, una setta mistica dell’Islam che si formò nei secoli decimo e undicesimo; altri ne farebbero risalire l’origine al 2500 a.C. a Babilonia o in altro luogo del Medio Oriente.

A quanto pare l’Enneagramma fu parte di un insegnamento segreto fino a quando il maestro spirituale Georgij Ivanovic Gurdjieff (ca. 1877-1949) lo portò in Europa negli anni Venti.

In parallelo in Sud America, Oscar Ichazo approfondiva gli studi dell’Enneagramma, iniziando ad utilizzarlo come strumento psicologico. Ichazo cominciò a insegnare l’Enneagramma in Bolivia; negli anni Settanta insegnò ad Arica in Cile. Si trasferì negli Stati Uniti nel 1971 e fondò l’Istituto di Arica continuando l’insegnamento.

L’insegnamento arrivò all’Istituto Esalen di Big Sur in California, dove medici e psichiatri di fama mondiale hanno beneficiato dell’insegnamento, tra cui Claudio Naranjo, che ho avuto l’immensa fortuna di conoscere durante il SAT del 2011 e ad un paio di conferenze. Naranjo ebbe una grossa importanza nel tradurre l’Enneagramma da disciplina spirituale a psicologia moderna.

history of enneagram

Qualche anno fa siamo stati in California e ricordo l’emozione di quando ci siamo trovati di fronte al cartello “Esalen Institute”! Mi sono accontentata di fare una foto in quanto l’ingresso è riservato solo agli iscritti ai corsi.

La conoscenza dell’Enneagramma è passata anche dal mondo cristiano. Quando vi parlerò delle nove passioni che caratterizzano le nove personalità risulterà chiaro che corrispondono ai sette peccati capitali. Sembra che Chiesa Cristiana non abbia considerato di aggiungere tra i peccati capitali la vanità e la paura, le ragioni possono essere intuibili vero?

Mi è sembrato fondamentale partire dall’inizio, dalle origini di questa mappa che tanto mi appassiona. Non mi ritengo affatto un’esperta, quindi andrò per piccoli passi e vi indicherò le fonti in modo che possiate approfondire con letture e seminari.

La prossima settimana prometto di descrivere gli enneatipi!

Bibliografia suggerita:

-Palmer H, L’Enneagramma. La geometria dell’anima che vi rivela il vostro carattere, Astrolabio, Roma 1998

-Naranjo C., Carattere e nevrosi. L’enneagramma dei tipi psicologici, Casa editrice Astrolabio-Ubaldini, Roma 1996