20 Gennaio 2021

BISOGNI e INTEGRAZIONE. Il caso di Paola.

La scorsa settimana, nell’introdurre il grande tema dell’autenticità, ho scritto:

Per realizzare il nostro potenziale dobbiamo occuparci di noi, coltivare le nostre risorse, curare le nostre relazioni, in modo da poter crescere come belle piante nutrite di acqua e sole. Quando i nostri bisogni primari come un tetto, il cibo, un lavoro sono soddisfatti, possiamo dedicarci alla nostra crescita personale.”

Alcuni di voi, dopo aver ascoltato il primo episodio del podcast “Ritrova la tua autenticità”, mi hanno fatto notare che ho dato per scontato che sia chiaro per tutti identificare i propri bisogni.

Il bisogno è la percezione della mancanza, parziale o totale, di uno o più elementi che costituiscono il benessere di una persona.

Provo ad affrontare un tema enorme e complesso facendoti un esempio.

Proprio ieri, durante una sessione online, Paola ha espresso la sua frustrazione.
“Ma com’è possibile che dopo tutto il lavoro che abbiamo fatto io mi senta cosi lontana da me stessa? Sento di aver fatto passi indietro e sono arrabbiata.

Paola ha 30 anni, ha di recente perso il lavoro. Fino a un anno fa viaggiava parecchio per lavoro, si sentiva parte integrante del sociale, si sentiva fiera della sua autonomia e proiettata verso il futuro.

La voglia di crescere, di essere migliore e di stare bene l’avevano spinta ad iniziare un percorso di sviluppo personale. Un carattere simile al mio per certi versi, con bisogno di tante conferme dall’esterno, bisogno di vedersi funzionare e di essere indipendente.
Il bisogno di indipendenza ci porta a volte a stra fare, a sembrare più grandi, più fighe!

Dietro al bisogno di indipendenza, per entrambe, c’è la paura di dipendere, la paura di perdere la libertà. Se mi fossi trovata in questa situazione 15 anni fa avrei sicuramente sentito questa paura, paura di non viaggiare mai più, di chiudermi, di perdere quella motivazione che arriva quando conosco persone nuove, assaggio il nuovo.
Oggi sento fiducia, ma questa parola è abbastanza nuova per me.

Torniamo alla frustrazione di Paola, che sente di aver fatto passi indietro, che ha paura di essere per sempre fuori strada, senza un futuro.
L’incertezza di questo tempo è dura da tollerare, basta poco per sentirci sospesi, è per questo che la solidità va cercata dentro di noi. Mai come ora servono i piedi per terra e la capacità di stare, osservare, aspettare, entrare, uscire. Non abbiamo vie di fuga, e questo fa paura. L’unica via, secondo me, è imparare a progettare nell’incertezza.

Sai che non amo portarti troppe teorie, ma vorrei seguire lo schema della gerarchia dei bisogni di Maslow per arrivare a capire che Paola non ha fatto passi indietro, semplicemente si trova ad un’altro livello della piramide che vedi rappresentata nel disegno.

Ricordati sempre che la mappa non è il territorio, e che questa mappa è stata creata da uno psicologo nel 1954. E’ rigida, e noi sappiamo bene che la vita non si può tradurre in uno schema, in livelli. Siamo esseri in costante movimento.
Proviamo a coglierne il senso senza aggrapparci troppo.

1° livello: bisogni fisiologici (in rosso).
Mangiare, bere, dormire, respirare. Sono bisogni legati alla nostra sopravvivenza, alla nostra conservazione.

2° livello: bisogni di sicurezza (in arancione).
Salute, lavoro, casa, protezione, tranquillità. Ti sembra poco di questi tempi?

3° livello: bisogni di appartenenza (in giallo).
Amicizia, famiglia, intimità, società. Capacità di amare e di essere amati, far parte di un gruppo, cooperare, collaborare, partecipare. Ognuno di noi desidera far parte di una comunità. Quando il bisogno di appartenenza è soddisfatto iniziamo a desiderare di differenziarci, di sentirci unici.

4° livello: bisogni di stima (in verde).
Autostima, autocontrollo, rispetto. Desideriamo sentirci competenti e produttivi. Quando sentiamo fiducia in noi stessi desideriamo che anche gli altri si fidino di noi, desideriamo la loro stima.

5° livello: bisogno di auto-realizzazione (in azzurro).
Creatività, spontaneità, non giudizio, moralità, evoluzione, crescita. Desideriamo diventare pienamente noi stessi. Questo è il tema della crescita personale, della ricerca dell’autenticità.

Quello che mi interessa comunicarti oggi attraverso le parole e il disegno, è che quello di cui ci occupiamo insieme è posizionato in cima alla piramide, che seppur con dei limiti, ci mostra la gerarchia dei bisogni.

Torniamo a Paola, che ha perso il lavoro e che ha un forte bisogno di autonomia.
Riconosce la fortuna di avere accanto persone che possono provvedere ai suoi bisogni fisiologici. Può fare la spesa, mangiare e bere buon vino, quindi il 1° livello è garantito.

Il 2° livello è in figura: senza un lavoro che le garantisce l’autonomia, non riesce a stare tranquilla.

Le manca terribilmente il 3° livello, le mancano i concerti, gli amici, i viaggi, le fiere di lavoro. Attraverso quelle attività incontrava parti di se che la fanno sentire viva, interessante.

Automaticamente sente di non poter ricevere la stima di nessuno, nonostante faccia delle torte pazzesche e sappia cucinare davvero bene!

Paola riconosce che sta chiedendo troppo a se stessa: sentire appagato il bisogno di evolvere in un periodo dove le manca il lavoro, il gruppo, l’autostima.

Quello che ho proposto a Paola è di spostare l’attenzione al dentro per un po’ di tempo. Dialogare con le sue parti, integrarle. Costruire una solidità che mai nessuno le porterà via.

Possiamo permetterci il lusso di proseguire con questo lavoro perché il 1° livello di bisogni è garantito. Fa fatica ad accettare che siano altri a pagare la spesa in questo momento, ma Paola mangia, beve, dorme e respira. E’ circondata da persone che la amano.

Quando ci identifichiamo troppo in un ruolo, quando proiettiamo la nostra immagine, rischiamo di credere di essere solo quello, ma come esseri umani siamo molto più ricchi.
Durante l’incontro Paola ha scelto due oggetti simbolici che rappresentano:

  • la parte di lei che viaggia per lavoro, ben vestita, che frequenta ambienti internazionali [per rappresentare questa parte ha scelto un gufo elegante e colto];
  • la parte di lei che ora è a casa, che si dedica alle torte, che fa le passeggiate[per rappresentare questa parte ha scelto una gallina bianca].

E’ dal dialogo tra queste due parti che nasce l’integrazione.
Non si tratta di scegliere “o” il gufo “o” la gallina. Paola è integra quando accoglie “e” il gufo “e” la gallina.

Impariamo a vivere negli opposti.
Per ritornare al tema dell’autenticità: Paola è, al momento, un mix unico e irripetibile tra il dotto ed elegante gufo e la gallina bianca.